Il progetto dello studio doveva soddisfare tre importanti esigenze: la necessità  di uno spazio per lo svolgimento dell'attività  professionale, il desiderio di un ambiente che rappresentasse la titolare come progettista di architettura e di interni e la disponibilità  di un budget limitato. La scelta è caduta dunque su uno spazio piccolo ma molto alto e ben illuminato per la presenza della grande vetrina esposta a ovest con un piccolo retro in cui è stato ritagliato il bagno, lo spazio tecnico a servizio dei pc e l'archivio. Per la stanza principale in cui lavorare e ricevere è stato disegnato un tavolo ovale con una particolare struttura di appoggio a terra che permette la presenza di sedute comode su tutto il perimetro. Per ottenere una superficie di appoggio abbastanza grande sia per l'uso dei pc che per le riunioni, ma che non risulti ingombrante è stato usato il vetro scuro semitrasparente e il ferro verniciato color ottone. I 2 ovali concentrici del piano hanno proporzioni diverse tra loro studiate per adattarsi alla pianta rettangolare esistente e richiamare l'antico serramento presente sul retro. La scala di accesso all'archivio occupa uno spazio minimo ed è progettata per essere sia leggera che funzionale e comoda. La superficie di calpestio del soppalco è realizzata in doghe di acciaio microforato semplicemente appoggiate e rimovibili. Per il bagno è stata usata la collezione ceramica di Gio Ponti La Casa degli Efebi e colori, oggetti e luci che dialogano con quell'elemento decorativo. Per tutti gli ambienti si è utilizzata una decisa gamma cromatica che va dai toni dell'azzurro polvere e verde bosco al blu scuro coerente con il pavimento in graniglia preesistente e la ceramica d'autore utilizzata.